Marco Melgrati - capogruppo Forza Italia Regione Liguria
Il
capogruppo di Forza Italia in Regione e
il
vice presidente della commissione Sanità
scrivono
ai ministeri dell’Economia e delle Finanze,
del
Lavoro e delle Politiche Sociali e
soprattutto
al Ministero della Salute.
Melgrati
e Rosso: “non ci sono disabili figli di un dio minore.
Discriminare
i disabili gravi a favore di quelli gravissimi
è
un atto di inciviltà. Necessario lo stesso trattamento”.
Annunciata
la presentazione
di una proposta di legge Regionale.
Regione: Mercoledì 7 maggio
il Governo ha raggiunto un accordo con il Comitato 16 Novembre Onlus,
sbandierandolo ai 4 venti con un comunicato stampa a firma del
sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, On.
Enrico Zanetti, del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali On. Franca Biondelli e del sottosegretario al
Ministero della Salute On. Vito De Filippo, dove si esplicita che i
tre ministeri, per conto del Governo, avrebbero assunto i seguenti
impegni: convocazione entro 45 giorni del tavolo interministeriale
con la partecipazione delle Regioni e aperto a tutte le associazioni,
richiesto già da tempo dal Comitato 16 Novembre Onlus, per la
definizione di un piano nazionale sulla non autosufficienza, con
particolare attenzione al tema della domiciliarità indiretta;
approfondimento dei riflessi dell' inclusione nell' ISEE delle
provvidenze sociali; chiarimento dei criteri di ripartizione dei 350
milioni di euro del FNA nel senso della destinazione ai malati
gravissimi del 30% di 275 milioni più gli ulteriori 75 milioni già
a tal fine vincolati, procedendo, ove necessario, all'apposita
riformulazione del decreto interministeriale.
Spiegano Melgrati e Rosso:
“questo atto, di per se meritorio, è stato assunto “solo” con
il comitato 16 novembre e le sigle delle
associazioni FISH-FAND-AISLA, quindi in rappresentanza dei
disabili“gravissimi”, operando una discriminazione nei confronti
dei disabili “gravi”. Ieri poi è stato firmato dal Ministro
Beatrice Lorenzin il decreto del Fondo per la non autosufficienza (di
fatto la stessa cifra del 2013). E’ vero che il fondo è
per tutti, ma molti dei beneficiari non possono accedere
all'assistenza indiretta, in quanto, per coloro che non sono
gravissimi , il fondo viene finalizzato a coprire i costi dei
ricoveri di sollievo , centri diurni , rette di case protette e case
famiglia , nonché i soliti e sporadici servizi di assistenza
domiciliare! Questo ciò che è stato favorito: 1)servizi
per l'accesso e la presa in carico dalla rete assistenziale ( i
carrozzoni in materia sono già ampiamente foraggiati ma non bastava
); 2 ) servizie misure per favorire la permanenza a domicilio
( i servizi delle cooperative,centri diurni ,ricoveri di sollievo in
RSA - ); 3) servizi a carattere comunitario per la prima
infanzia; ( CASE FAMIGLIA E COMUNITA' ); 4) servizi
a carattere residenziale per le fragilità ( RSA , Istituti); in
buona sostanza il Ministro Lorenzin ha favorito Rsa e cooperative
...ma pochissimo destinato all'assistenza domiciliare indiretta;
per assistenza domiciliare indiretta si intende
che i soldi (con assegni di cura/servizio) vadano direttamente al
disabile e non passino attraverso nessun tipo di mediazione”.
“QUINDI– continuano i due
esponenti di Forza Italia - se il disabile grave o gravissimo ha
bisogno di assistenza, se la cerca da solo, o con l’aiuto dei
parenti, (es.BADANTE-INFERMIERE) e può pagarla con i soldi del fondo
per non autosufficienza attraverso l'assegno servizi o di cura, ma
deve essere il disabile a decidere come vivere e chi scegliere per la
Sua assistenza!”
“Come gruppo consiliare di
ForzaItalia – precisano Melgrati e Rosso - avevamo già portato
all’attenzione del Consiglio Regionale e dell’assessore alla
Salute Claudio Montaldo la problematica del finanziamento
dell’assistenza domiciliare dei disabili gravi e gravissimi, che
deriva dalla ripartizione del fondo nazionale sulla
disabilità,eventualmente integrato con fondi Regionali. Avevamo
spiegato all’assessore, e lo spieghiamo oggi a questi illustri
sottosegretari, che il disabile grave e gravissimo, se curato e
assistito a casa, oltre ad avere un livello di vita migliore che non
nelle strutture, costa di meno allo Stato e di conseguenza alle
Regioni. Avevamo anche evidenziato, e lo ribadiamo in questa lettera
indirizzata ai firmatari di questo comunicato stampa intergovernativo
e al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che bisogna dare la
massima assistenza economica, oltre che i supporti medici e
tecnologici, ai disabili gravi egravissimi, ma soprattutto un aiuto
economico alle famiglie che hanno scelto e scelgono di assistere a
casa propria i familiari affetti da patologie che hanno portato a
queste gravi o gravissime disabilità. Questi familiari a volte sono
veri e propri “eroi”, che affrontano disagi temporali,
sottraendo al lavoro, alla “normalità” della propria vita e al
riposo ore e ore, per di assistere i propri cari a casa…Il Governo
non può, sull’onda emotiva di un presidio, o meglio, in vista
delle elezioni, promettere alle associazioni di una parte, i disabili
gravissimi, discriminando un’altra parte, quella dei disabili
gravi. Questo sarebbe vergognoso e profondamente ingiusto”.
“Invitiamo in questa lettera
-dichiarano il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati e il vice
presidente della Commissione Sanità Matteo Rosso - il Ministro della
Salute On. Beatrice Lorenzin e i tre sottosegretari a far sì che
vengano tenuti nello stesso livello di attenzione le esigenze dei
disabili gravi e gravissimi,eventualmente integrando il fondo
nazionale, per consentire che questa battaglia di civiltà valga per
tutti quelli che ne hanno veramente bisogno!”
A questo proposito il Gruppo
di Forza Italia in Regione annuncia la presentazione, a breve, di una
proposta di legge che ha come obiettivo la concreta
realizzazione, anche in Liguria, del progetto vita indipendente che
mira, attraverso il superamento della logica dell'assistenzialismo e
dell'ospedalizzazione, all'autodeterminazione ed al pieno inserimento
dei disabili gravi nella società: “infatti è viva la necessità
di introdurre, anche nella nostra regione, una diversa concezione del
ruolo svolto nella società dalla persona con grave disabilità, la
quale, con il predetto intervento, abbandonerebbe la posizione di
“oggetto di cura” per diventare “soggetto attivo” capace di
prendere decisioni riguardanti la propria vita e di svolgere attività
di propria scelta, direttamente o, in caso di gravi limitazioni
cognitive, attraverso il proprio caregiver familiare che meglio di
chiunque altro può interpretarne aspettative ed esigenze”.

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